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Dai giardini dell’Osteria di Vico, per il quinto appuntamento, si sposta al Cassero la rassegna Jazzin’Fortezza, organizzata dall’Associazione OltremurA. Cambia così necessariamente il nome ma non la formula, che nella stupenda cornice del giardino sui bastioni, propone l’invitante e collaudato connubio di musica e cibo da gustare nel cuore dell’estate.

dalle ore 18.00 spazio agli aperitivi proposti per l’occasione e serviti fino a tarda notte dallo staff del Bar al Cassero dalle ore 20.00 ha invece inizio la cena allestita nel giardino dei bastioni della Fortezza, dove l’Osteria al Cassero, prevede per l’occasione un diverso menu degustazione ogni sera la serata culmina poi alle 22.00 con il concerto ad ingresso gratuito a cui è possibile assistere dal proprio tavolo, nello stile dei classici jazz club

Giammarco Fabbri Puglisi
Trio
Jazz standard e brani originali

La formula del trio senza strumento armonico è uno dei contesti più impegnativi ma, al tempo stesso, anche uno dei più stimolanti. Per i protagonisti di questa formazione, tra i quali spicca il nome di Maurizio Giammarco, sassofonista di caratura mondiale e protagonista assoluto del jazz europeo degli ultimi trent'anni, un' occasione per esprimere al meglio la padronanza assoluta del linguaggio jazzistico e la loro capacità di interplay. I tre musicisti, da decenni impegnati nella scena nazionale e internazionale con progetti originali e collaborazioni musicali di prim'ordine, presentano per l'occasione un repertorio di standards e brani originali. Per tutti gli appassionati di questa piccola grande rassegna, una serata d'apertura coi fiocchi!.

Maurizio Giammarco saxes
Francesco Puglisi contrabbasso
Alessandro Fabbri batteria

Jacopo Martini Trio
Un souvenir de Django

Quando si parla di Jazz-Manouche, s’intende l’unione delle affascinanti melodie tradizionali dei nomadi centroeuropei ( i Manouche appunto ) con lo swing americano e la mousette francese.
Il mix che ne viene fuori, sono sapori e colori di una francia che, nei primi del novecento, dette ospitalità al più importante progetto gipsy-jazz di tutti i tempi: l’ HOT CLUB DE FRANCE, quintetto composto da musicisti gitani e non, capitanati dal più grande interprete nonchè capostipite di questo genere musicale: il chitarrista Django Reinhardt.
Gli arrangiamenti curati, gli assoli spettacolari di Django e di Grappelli,violinista del quintetto, portarono alla notorietà il progetto e lo resero famoso in tutto il mondo.

Ed è proprio da qui che nasce il progetto del chitarrista fiorentino Jacopo Martini,
cioè quello di ricalcare le orme del quintetto francese cercando di far rivivere agli appassionati un pò di quel sound ormai perso tra la polvere dei vinili, mescolandolo però ad una nuova concezione di scrittura e approccio improvvisativo delle sue composizioni.

Formazione

Jacopo Martini Chitarra
Ruben Chaviano Fabien Violino
Tommaso Papini Chitarra

Jacopo Martini
Jacopo alcuni anni fa ha scoperto in Francia il jazz manouche, particolarmente con Angelo Debarre. A capo di un originale settetto che gli permette arrangiamenti accurati. Propone una rielaborazione molto personale, integrando nello stile di altri elementi e influenze un jazz più contemporaneo e un profumo mediterraneo espressivo e cantabile. Jacopo sperimenta cose come le sue sorprendenti riletture di Nuages o di Sweet Georgia Brown; il suo universo musicale è fresco, raffinato e delicato; se la sua chitarra al vibrato caratteristico è nervosa sugli swing, sa essere pure sensibile e poetica. I suoi colleghi partecipando ad ogni strumentista all’equilibrio e alla riuscita di questo swing mediterraneo dalla forte personalità. Ad oggi Jacopo Martini ha collaborato con i maggiori esponenti del jazz italiano ed estero quali: Gianluigi Trovesi, Erico Rava, Stefano 'Cocco' Cantini, Franco Cerri, Fabrizio Bosso, Claudio Fasoli, Lee Konitz, Giancarlo Schiaffini, Claudio Fasoli, Tiziano Tononi, Alfio Antico, Tino Tracanna, Alberto Tacchini, Matcho Winterstein, Tony Scott,Tiziana Ghiglioni, Antonello Salis, Stefano Bollani, Lollo Meyer, Andy Atchinson.Philip Catherin.

Tommaso Papini
Tommaso suonatore di swing, musica gypsy, musica sudamericana, tango, valzer e musica tradizionale italiana da ballo. Nel 2003 fonda il gruppo Asciugamanouche coi quali vince l' On the Road Festival di Pelago 2004 e con cui ha suonato per tre anni come solista. Nel 2006 partecipa in collaborazione col chitarrista francese Joris Viquesnel alla formazione del quartetto Note Noire e allo spettacolo "Opera Manouche". Da questa esperienza rimane il trio Note Noire con Serena Moroni e Mirco Capecchi. Recentemente ha avuto l'occasione di collaborare con artisti come Mirko Guerrini, Stefano Bollani e il chitarrista manouche Lollo Meyer.

Ruben Chaviano
Nato a Santa Clara (Cuba) il 7/11/1969. Nel 1977 intraprende lo studio del violino presso il Conservatorio di Santa Clara “Olga Alonzo” dove ottiene il diploma nel 1985. Nel 1985 per quattro anni fa parte dell’Orchestra sinfonica provinciale di Villa Clara Cuba
Partecipa alla seconda tournee europea d’Alfredo Rodriguez “Cuba Linda”, s.. esibisce tra l’altro: festival Jazz de Tours (FR); ed all’importante “Queen Elizabeth Hall” di Londra. Registra i seguenti lavori: Charanga Mamey “Suona per Cuba” - Yampapaya “eyes to see the world” - con Omar Lopez Vale (trombettista cubano) “Homenaje a los Vale” - Old Bench (country) per il settimanale Avvenimenti, “American Folk” - Pueblo Unido per il settimanale Avvenimenti, “Canzoni popolari del dopoguerra” - Aires Tango “Madres”, (BMG). Nel 1999 incomincia a lavorare sul progetto Alta Madera, trio acustico (chitarra, contrabbasso e violino), ispirato dalla passione per la musica da camera, la musica cubana e il jazz, partecipando a importati rassegne. Nel 2000 registra con il gruppo di musica swing di Maurizio Geri “ A cielo aperto “. Partecipa alla terza tournee europea de Alfredo Rodriguez, “Los Acereko” insieme a leggendarie figure della musica cubana come: Tata Guinez (congas), Luiz “Changuito” Quintana (timbales), Oscar Valdez(cantante) e Bobby Carcases (cantante) in seguito registra il cd dello stesso progetto “Los Acereko” per la Naxos Record



Irene Pareti 5et
I classici del Jazz vocale

Irene Pareti è figlia d'arte. Suo padre Raffaello, tra i più apprezzati contrabbassisti e compositori di jazz italiani, l'ha avviata all'ascolto del jazz fin dall'infanzia e l'interesse per il canto si è via via trasformato da semplice gioco in autentica passione. Misurarsi con il repertorio dei miti del canto jazz come Ella Fitzgerald e Sarah Voughan è l'idea fissa che ha accompagnato la crescita musicale di Irene che

oggi, 17enne, dimostra di avere lo swing e il talento vocale per cimentarsi con successo in questa sfida. Tre musicisti d'eccezione completano questo 5etto: Mirko Mariottini al clarinetto, uno specialista del suo strumento, per anni al fianco di Stefano Battaglia, Franco Santarnecchi, pianista eclettico e versatile, abituale collaboratore di Jovanotti e Piero Borri, uno dei batteristi più richiesti sulla scena italiana

Irene Pareti,  voce
Mirko Mariottini, clarinetto e clarinetto basso
Franco Santarnecchi, piano
Raffaello Pareti, contrabbasso e arrangiamenti
Piero Borri, batteria



Pagina modificata il 19/07/2010
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